maggio 2022 | A cura di angela iantosca

C'ERA UNA VOLTA UNA BAMBINA PIGRA

Quando ero piccola ero pigra. In realtà pensavo di esserlo.

 

Il mio corpo era pigro, perché trascorrevo le mie giornate sui libri e poi al pianoforte, che mi ha accompagnato per dieci anni. Più il mio corpo stava al chiuso e seduto e più aveva voglia di star seduto. Ma poi arrivava l’estate, la bicicletta, le corse al mare, le nuotate, il pallone e il mio corpo si sentiva vivo, attivo, presente. E desideroso di nutrirsi di aria.

 

A volte non è l’essere pigri il problema. Ma è trovare la forza del primo passo verso il movimento. Qualcuno potrebbe dire: ma è un cane che si morde la coda?

 

Certamente sì, se si ragiona con le solite categoria mentali, ovvero ci si incasella nella finestra “pigrizia” e non si pensa di poter essere altro. Oppure se ci si convince di non avere tempo.

 

Quante volte ripetiamo questa frase? Molto di frequente.

 

Perché lavoriamo fino a tardi, dobbiamo correre a prendere i figli, abbiamo incombenze a nostra volta da figli e poi da genitori e noi arriviamo sempre per ultimi.

 

E quello spazio dedicato solo a noi, alle onde d’amore dello Studio Yam, ad un massaggio Shiatsu,  arriva dopo tutto il resto. Cosa che ci scarica, ci depotenzia, ci trasforma in criceti che corrono dentro una gabbietta.  

Perché dico questo? Perché è il movimento che crea energia. È il movimento che crea movimento.

 

Dovremmo immaginarci, quando ce ne dimentichiamo, come una Dinamo.

Ve la ricordate? Io avevo la bicicletta così: se pedalavo, producevo l’energia necessaria per innescare un meccanismo (per me misterioso) di accensione della lampadina per illuminare la strada (oltre a innescare quel rumore tipico che indica un’accensione, una partenza, uno slancio).

 

Ecco, se noi non ci muoviamo, quella lampadina non si accende e meno la accendiamo e più farà fatica ad accendersi.

 

C’è un chakra molto importante, che è quello di Base, che in questo gioca un ruolo fondamentale. Si trova al livello del coccige ed è importante tenerlo in un buono stato, sano, carico al punto giusto. È da lì che arriva la forza, anche nelle gambe, il benessere, non solo fisico, la voglia di fare e combattere (sempre in senso pacifico). E uno dei modi per attivarlo è proprio il movimento. Ma anche la respirazione. È quello che ci dà una sensazione di benessere diffuso, di maggiore potenza che parte dal corpo e arriva al cervello. Anche di lucidità direi: voi non vi sentite più presenti dopo una passeggiata? E pensate che se lui è scarico, si va giù anche d’umore.

E più si va giù e più non ci si muove e più si scarica fino a svuotarsi totalmente.

 

Se ora state provando questa sensazione, fate uno sforzo: finite di leggere questo articolo, poi alzatevi e uscite. Lo farò anche io appena avrò scritto l’ultima parola…

 

E se non ne avete voglia, se muovere le gambe vi sembra faticosissimo, se avete un peso sul cuore e un cerchio pesante alla testa, opponetevi: voi non siete quella debolezza, non siete quel peso, non siete quelle emozioni negative.

 

Voi siete oltre il nostro corpo che troppo spesso crediamo sia la nostra prigione.

Dentro di noi abbiamo territori inesplorati, forza di volontà, determinazione che non sappiamo neanche di possedere. Perché non le andiamo a scovare?

 

Con l’arrivo della bella stagione lo Studio Yam si è aperto alla Natura.

Nel mese di marzo e aprile è uscito sulle spiagge per rendere più potente l’effetto della pratica e delle onde, sfruttando le temperature miti e la brezza marina.

 

A fine giugno tornerà ancora all’aperto e lo farà a Viterbo, all’interno di un agriturismo, con il primo Love Waves Festival (maggiori informazioni): una tre giorni durante la quale sperimentare, ballare, meditare e rimanere in silenzio coccolati dall’amore di Yamini, della Natura e di chi deciderà di condividere questa esperienza

 
Angela Iantosca

Angela Iantosca

Giornalista e scrittrice, già inviata de La Vita in Diretta, ha collaborato con diverse testate nazionali.
Come scrittrice ha pubblicato molti saggi inchiesta. È autrice delle prime favole antimafia per bambini. Ambasciatrice del Telefono Rosa, vincitrice di diversi riconoscimenti, da anni porta avanti nelle scuole progetti di prevenzione alle dipendenze e alle mafie. È ideatrice e direttore Artistico del Festival InDipendenze, dal 2018 collabora al WeFree, progetto di prevenzione alle dipendenze della comunità di San Patrignano. Il suo blog è ask4angela.com

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Per maggiori informazioni scrivimi a: info@yamini.it oppure chiamami al: 328 066 58 39

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